Le Info Lune di Pompei

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Successo delle Lune di Pompei. Si prosegue fino ad ottobre

18 Settembre 2011

Successo delle Lune di Pompei. Si prosegue fino ad ottobre

L’estate sta per concludersi, ma prosegue il successo dell’edizione 2011 de Le Lune di Pompei. Il percorso notturno realizzato all’interno degli scavi ha svolto alla perfezione la sua funzione di attrattore per il mese di agosto, portando nella notte pompeiana 5.200 visitatori dal 1 al 30 agosto, anche grazie alla lunga apertura di ferragosto che ha visto gli scavi accessibili di sera dal 12 al 21.

Vista l’enorme richiesta di prenotazioni giunta nelle ultime settimane, gli organizzatori hanno deciso di aprire il percorso delle Lune dal venerdì alla domenica sera anche per tutto il mese di settembre. Inizialmente, a settembre, era prevista infatti solo l’apertura al sabato e alla domenica.  Il percorso resterà aperto anche ad ottobre.

   Il percorso illuminato dalle “lune” è stato particolarmente apprezzato anche dai ragazzi: oltre 600 gli under 16 che hanno visitato gli scavi di notte ad agosto. I numeri parlano anche di una leggera prevalenza di visitatori italiani (il 52% del totale) e di una forte presenza di turisti americani (14%), inglesi (12%) e tedeschi (7%).

   Molto scaricata anche l’app delle Lune di Pompei, che permette di prenotare biglietti e di accedere ad una guida interattiva del percorso notturno.

I Vini delle Lune: le degustazioni continuano anche a settembre.

07 Settembre 2011

I Vini delle Lune: le degustazioni continuano anche a settembre.

L' Azienda Vinicola Forno dedica a Le Lune di Pompei e ai suoi visitatori "I Vini delle Lune", vini pregiati da portare a casa e consumare in occasioni speciali, condividendo l'esperienza nuova del profumo intenso e fruttato di un Lacryma Christi Rosso, la passione crescente per il gusto intenso di un Piedirosso, l'emozione piena per il sapore morbido e inconfondibile di un Coda di Volpe o la luce calante nell'inimitabile Lacryma Christi Bianco, che si abbina perfettamente alle cene e agli aperitivi. Le bottiglie dal nome suggestivo, Pilar, dalla forma che rimanda alla colonna romana, in un packaging moderno ed elegante, possono essere anche un prezioso regalo da collezionare, per raccontare e ricordare la magia de Le Lune di Pompei.

Nel corso delle serate di settembre la cantina Forno accoglierà i visitatori con speciali degustazioni all'uscita del percorso.

È possibile acquistare “I Vini delle Lune” presso Porta Anfiteatro o chiamando
il numero +39 081 8651883 (spedizione gratuita).

A SETTEMBRE LE LUNE DI POMPEI PROBABILMENTE SARANNO APERTE ANCHE DI VENERDI

06 Settembre 2011

A SETTEMBRE LE LUNE DI POMPEI PROBABILMENTE SARANNO APERTE ANCHE DI VENERDI

Visto il grande successo de Le Lune di Pompei nel mese di agosto, che, ricordiamo, ha registrato fino al giorno 21 un totale di presenze pari a 5mila con un massimo di 400 visitatori in una sola serata ( 17 agosto), l’organizzazione ha deciso di prendere in considerazione l’idea di aprire i cancelli degli scavi anche il venerdì sera. Almeno per settembre.Gli appuntamenti saranno quindi tre a settimana: venerdì, sabato e domenica. La decisione è stata presa valutando l’alto gradimento generale e l’overload di prenotazioni avuto nel mese di agosto e nel primo fine settimana di settembre.

In attesa di conferma, vi invitiamo a contattare, per ulteriori chiarimenti, il servizio infolune +39 081 19303885   (mar./dom. ore 10-20)

STRAORDINARIA AFFLUENZA PER LE LUNE DI POMPEI

24 Agosto 2011

STRAORDINARIA AFFLUENZA PER LE LUNE DI POMPEI

Anche quest'anno, come per le precedenti edizioni, grandissima affluenza di pubblico nel sito archeologico per le Lune di Pompei. I dati delle presenze sono stati elaborati dal Centro Elaborazione Dati Azzurro Service, sono pertanto attendibili e confermano il grandissimo gradimento per i percorsi di luce negli scavi. Dal 30 luglio, primo appuntamento stagionale, fino al 21 agosto, sono state registrate oltre 5000 presenze, un dato di per sè confortante. Il picco di presenze si è avuto la serata di mercoledì 17 agosto, quando ben 400 persone hanno varcato l'ingresso del percorso delle Lune di Pompei. Le serate continueranno fino al 30 ottobre 2011

La Luna che cambia: nuovo percorso con tappe inedite.

04 Agosto 2011

La Luna che cambia: nuovo percorso con tappe inedite.

L'edizione 2011 si presenta ricca di novità sul percorso al quale si aggiungono nuove tappe, originali ologrammi e grandi proiezioni, restituendo nuove suggestioni al visitatore.

Le novità introdotte quest'anno sono la Luna Comunitaria (Casa della Nave Europa), la Luna Virtuale (Mura della città), la Luna Mitica (Casa di Ottavio Quartione) e la Luna della Vita (Via della Palestra).

Le Lune di Pompei ritornano dal 30 luglio al 30 ottobre.

Religione e magia.

30 Giugno 2011

Religione e magia.

Come era caratteristico della mentalità degli antichi romani a Pompei nessun culto era proibito.

I culti stranieri, soprattutto quelli orientali, erano raramente banditi e solo quando veniva ritenuto necessario per ragioni di ordine pubblico.

Così molte religioni nate originariamente in Egitto o in Asia minore poterono tranquillamente trapiantarsi a Roma e venire col tempo accettate ed assorbite nei culti ufficiali.

Questo fu, ad esempio, il caso di Iside. La dea egizia della fertilità venne accolta con molto favore a Roma e ben presto venne identificata con Cerere, la dea romana del grano maturo.

La religione isiaca aveva, come molti culti orientali, due differenti categorie di riti: i riti pubblici e quelli riservati agli iniziati che si svolgevano in forma privata ed in determinati luoghi sacri.

I cosiddetti misteri di Iside venivano celebrati a Pompei nella domus di Ottavio Quartione, un ricco cittadino che aveva deciso per devozione di trasformare parte della sua casa in un tempio della dea.

Per lungo tempo questo è stato uno dei pochissimi templi isiaci rinvenuti al mondo, il vero cuore segreto dei misteri di Pompei.

D’altronde altra caratteristica della mentalità romana era la superstizione: gran parte dei riti segreti o dei culti privati aveva lo scopo di chiedere premonizioni o allontanare il malocchio.

I sacerdoti dei vari culti, ad esempio le famose sacerdotesse di Apollo chiamate Sibille, venivano tenuti in grandissima considerazione perché in grado di predire il futuro.

In particolare le sacerdotesse di Iside indossavano un manto trapunto di stelle e lune e si diceva che grazie alle loro prove iniziatiche si potesse acquisire la Conoscenza.

L'acqua e il vino degli antichi romani.

13 Giugno 2011

L'acqua e il vino degli antichi romani.

Quando si verificò la terribile eruzione del 79 d.C. Pompei era una città ricca ed elegante.

All’apice del suo splendore, fondata probabilmente da popolazioni osche, poi colonia cumana, etrusca e quindi romana, la città vesuviana vantava strade comode e ben costruite, un mercato che attirava commercianti da ogni parte dell’impero ed acqua corrente in molte abitazioni.

La rete di tubature, gioiello dell’ingegneria idraulica, portava per semplice pendenza l’acqua fin negli splendidi giardini e nelle sontuose stanze delle domus più ricche. I romani però non sapevano che il piombo, di cui erano fatte le tubature, fosse nocivo per la salute.

Si calcola che i ricchi romani, i più esposti all’intossicazione, assorbissero circa 250 mg di piombo al giorno.

Alcuni storici hanno persino avanzato l’ipotesi che il saturnismo (l’avvelenamento da piombo) sia una tra le probabili cause della caduta dell’impero romano.

Anche a Pompei il piombo veniva inoltre usato nei termopoli (le taverne) o durante i banchetti per addolcire il vino: il vino antico infatti era molto diverso da quelli contemporanei. Più aspro, pastoso ed impuro doveva essere sempre diluito con acqua come del resto anche nella tradizione greca.

In grandi vasi, chiamati crateri, si mescolavano vino ed acqua in parti quasi uguali oppure si aggiungevano miele, resina o spezie.

Tra gli ingredienti usati per eliminare l’asprezza del vino c’era proprio l’ossido di piombo che veniva chiamato “Zucchero di Saturno” dal nome del dio al quale il piombo veniva associato.

Sempre l’ossido di piombo faceva poi parte dei cosmetici più ricercati e le matrone di Pompei non potevano farne a meno per curare la propria bellezza.

Malgrado questo, come sappiamo, non fu il lento avvelenamento da piombo la causa della fine di Pompei e della morte, terribile ed improvvisa, dei suoi ignari abitanti.

La fine di Pompei

02 Giugno 2011

La fine di Pompei

È stato Plinio il giovane ad informarci delle ultime ore di vita di Pompei raccontando della morte di suo nonno, il famoso scrittore Plinio il Vecchio.

Narra infatti Plinio il giovane che suo nonno, erudito e scienziato tra i più famosi della sua epoca, vide elevarsi quel 24 agosto del 79 d.C. un enorme pinnacolo di fumo dal monte Vesuvio che a quell’epoca non era conosciuto come vulcano ed era anzi coltivato a vigne e giardini fin quasi alla vetta.

Così Plinio il giovane descrive il terrificante spettacolo dell’eruzione: “Dal monte Vesuvio, in molte parti risplendevano larghissime fiamme e vasti incendi, il cui fulgore e la cui luce erano resi più vividi dall’oscurità della notte”.

Incuriosito dal fenomeno Plinio diede subito ordine di preparare una nave per recarsi ad osservare più da vicino: successivamente tuttavia, resosi conto della natura dell’evento e dell’immensità della disgrazia, fece dirigere senza indugi la sua nave verso le coste di Stabia, per portare soccorso ai sopravvissuti delle città vesuviane che fuggivano verso il mare.

Riuscì ad attraccare ma la pioggia di ceneri era così intensa da non consentire alla nave di ripartire.

Rimasero quindi bloccati, fuggiaschi e salvatori insieme, nelle vicinanze di Stabia.

Quando la violenza dell’eruzione raggiunse il culmine una nube di ceneri e gas tossici si abbattè sulla casa dove si erano rifugiati non lasciando possibilità di scampo. Insieme a Plinio il vecchio scomparvero così Pompei ed Ercolano con tutti i loro abitanti.

Le due città non vennero mai raggiunte dalla lava (che avrebbe altrimenti incenerito ogni cosa) ma vennero letteralmente sepolte da una quantità inimmaginabile di ceneri e lapilli roventi, scaraventati a lunghissima distanza dalla potenza dell’esplosione.

Ancora adesso le eruzioni di tipo esplosivo vengono dette pliniane perchè Plinio il vecchio fu il primo scienziato ad osservarle.

Dove la cenere imprigionò corpi umani si conservò un’ impronta, un vuoto nella cenere raffreddata e solidificata.

Riempiendo questo vuoto con del gesso si ottennero i calchi delle vittime dell’eruzione, ultima testimonianza degli abitanti di Pompei.